Battaglia di Solferino: una commemorazione al Civico Cimitero

Connubio di storia e memoria all’insegna dell’amicizia e delle affinità culturali tra Francia ed Italia. Con questo spirito il Sindaco Gianluca Galimberti ha accolto in mattinata, a Palazzo Comunale, il Console Generale di Francia a Milano Cyrille Rogeau, giunto a Cremona per la cerimonia di commemorazione dei caduti della battaglia di Solferino che si è poi tenuta al Civico Cimitero.

Il primo cittadino e il diplomatico si sono a lungo intrattenuti in un proficuo confronto e scambio di vedute sulla realtà dei rispettivi Paesi e, in particolare, sul ruolo che Cremona ha avuto nel passato e che ora riveste con le sue peculiarità. Un incontro molto cordiale al quale hanno partecipato il Presidente del Consiglio comunale Paolo Carletti, gli Assessori Luca Burgazzi e Simona Pasquali e, a seguire, anche il Prefetto Vito Danilo Gagliardi.

Presente nella Sala Giunta di Palazzo Comunale, dove l’ospite francese è stato accolto, il ricercatore e storico bresciano Gianluigi Valotti, che molto si è speso per organizzare la visita a Cremona e la successiva commemorazione al Civico Cimitero. Al Sindaco, e dunque alla città di Cremona, Gianluigi Valotti ha donato il volume Cremona 1859 – Feriti dopo la battaglia di Solferino, di cui è autore così come di altre pubblicazioni, anche in lingua francese, dedicate alle vicende della seconda guerra di indipendenza in terra bresciana. Sul libro, che rimarrà in Comune, è stata apposta la firma di tutti i presenti. Al Console sono state donate alcuni cataloghi di mostre tenutesi negli scorsi anni a Cremona e una pubblicazione sul “Violino della Shoah” conservato nella sezione “Le Stanze per la Musica del Museo Civico “Ala Ponzone”.

Prima di lasciare Palazzo Comunale, il Console Generale Cyrille Rogeau ha lasciato questo suo pensiero sull’Albo d’Onore: In memoria della straordinaria accoglienza della Città di Cremona verso i soldati francesi feriti nella battaglia di Solferino. Vedo che questa bella tradizione si mantiene. Viva Cremona, Viva l’Italia, Viva l’amicizia franco-italiana.

Successivamente, al Civico Cimitero, si è tenuta la cerimonia di commemorazione dei militari francesi rimasti gravemente feriti nella battaglia di Solferino e che, nonostante i soccorsi prestati con grande spirito di solidarietà dai cremonesi, non riuscirono purtroppo a sopravvivere. Come ricordato prima dell’inizio della cerimonia, presenti le autorità militari e i rappresentanti della Associazioni Combattentistiche e d’Arma, “officina di carità” così si può definire Cremona per la sua accoglienza. Durante i combattimenti del giugno 1859, infatti, la nostra città fu il centro delle riserve francesi, direttamente a contatto con il fronte, sia per la sussistenza di viveri sia per il rifornimento di munizioni. Fu proprio questo che scatenò poi la riconoscenza verso la patria che i cremonesi seppero avere dopo la battaglia. Cremona mobilitò tutta la sua gente e si trasformò in un’immensa città ospedaliera accogliendo e curando 11.000 feriti di cui 8.500 francesi. Nel 1888 Cremona dedicò ai 320 francesi morti in città un Monumento alla memoria ad opera del noto scultore trentino e milanese d’adozione Andrea Malfatti (7 maggio 1832 – 7 febbraio 1917).

E proprio davanti a questo monumento è stata deposta una corona d’alloro scortata dagli studenti della classe IV A del Liceo Linguistico “D. Manin”, accompagnati dalle docenti Maria Rita Rinaldi e Muriel Lavacher, e che il prossimo anno conseguiranno il doppio diploma in italiano e francese. Dopo un momento di raccoglimento da parte delle autorità civili e militari, don Pietro Bonometti ha impartito la benedizione.

Ha quindi preso la parola il Presidente del Consiglio comunale Paolo Carletti che, salutando e ringraziando tutti i presenti, ha sottolineato, tra l’altro, che il momento storico caratterizzato dalle guerre di indipendenza ha segnato la rinascita della vita civile e politica di Cremona che, dopo l’occupazione austriaca, togliendosi dai margini in cui sembrava averla relegata la storia, ha contribueto con figure di spicco alla costruzione dell’Italia unita, diventando un’officina di idee. Dal canto suo l’Assessore Luca Burgazzi ha detto che anche questo è un modo per riscoprire le origini di una solidarietà europea che, proprio in questo periodo, sembra si stia perdendo, di un’unità di intenti che deve continuare a contraddistinguere l’Europa.

Breve intervento poi di Gianluigi Valotti, che ha ricordato come il monumento presente a Cremona si distingue da altri; infatti, oltre all’incisione ancora oggi presente sulla facciata principale (Ai soldati francesi caduti combattendo per l’Italia sul campo di Solferino qui sepolti. Cremona memore riconoscente), riportava un tempo sugli altri lati, partendo da destra, i nomi delle tre città nelle quali combattereno i francesi nel 1859: Magenta, Montebello e Palestro. Il Prefetto Vito Danilo Gagliardi, rimarcando la capacità di accoglienza, lo spirito di solidarietà e di fratellanza che oggi si sono rinnovati, ha evidenziato l’importanza della conoscenza della nostra storia, soprattutto per le giovani generazioni.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento pronunciato dal Console Generale di Francia a Milano che, pur conoscendo Cremona, non ha mai avuto modo di visitare il monumento al Civico Cimitero che ricorda i suoi compatrioti. Un monumento che ha un’importante valenza simbolica come memoria storica a testimonianza del ruolo che questa parte dell’Italia ha avuto nel processo unificatore. Un monumento che riporta alla mente anche quei soldati feriti che tornarono in patria, una testimonianza dell’amicizia tra Italia e Francia, e di un altro aspetto molto attuale: l’Europa sarebbe un’altra cosa se ora non fosse unita e che, se non continuerà ad esserlo, non potrà andare molto lontano.

La battaglia di Solferino (24 giugno 1859) fu combattuta fra l’esercito austriaco e quello francese durante la seconda guerra d’indipendenza nel contesto della battaglia di Solferino e San Martino, alla quale parteciparono anche i soldati dell’esercito piemontese. Si concluse con la sconfitta dell’Austria che perse la guerra e la Lombardia. Viene ricordata in Italia come primo concreto passo verso l’unità nazionale e in tutto il mondo per aver ispirato a Henry Dunant l’idea della Croce Rossa Internazionale.

Fonte: Comune di Cremona

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