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L'informazione si evolve: galeotta fu Internet PDF Stampa E-mail
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«È una sorta di Riforma agraria dell’informazione (in parte) garantita
da un nuovo soggetto monopolista, il motore di ricerca dominante, in grado di censire e valorizzare i contenuti digitali indipendentemente dai rapporti intrattenuti con gli sponsor o dalla cultura che questi esprimono. Ciò testimonia che l’informazione prodotta in Rete può essere sottovalutata, criticata e a volte perfino dileggiata (come nel pamphlet di Andrew Keen Dilettanti.com osannato dai media mainstream) dal giornalismo tradizionale, ma non ignorata né per qualità né per valore economico, avendo da empo raggiunto un peso specifico proprio nell’economia dell’informazione e nei processi di composizione dell’opinione pubblica».

“Giornalismo partecipativo
- Storia critica dell’informazione al tempo di Internet
” di Gennaro Carotenuto (ed. Nuovi Mondi; pagg 351; 12 euro) è un testo imprescindibile per chi pratica la professione giornalistica e guarda con interesse alle nuove tecnologie (ammettiamolo: grazie alla Rete, ai blog, ai telefonini, alle videocamere digitali mignon... oggi, nell’era della riproducibilità immediata, siamo tutti più o meno consapevolmente, un po’ giornalisti, anche se non iscritti ad un albo), ma anche per chi fruisce del lavoro del giornalista: i “pochi” che in Italia leggono i giornali, la massa che attinge informazioni dalle testate televisive; i molti, ma non ancora abbastanza:
 (il 'digital divide' è lungi dall’essere sconfitto) che navigano nell’infinito universo del Web, insomma il popolo degli informati, dei destinatari della comunicazione.

Inutile negarlo: i 'media personali di comunicazione di massa' - decisamente più democratici dei media tradizionali e per nulla gerarchizzati, luoghi virtuali in cui è più facile manifestare il dissenso  - hanno rivoluzionato il modo di fare giornalismo, offrendo, contemporaneamente alla crisi dilagante del giornalismo ufficiale, in cui la comunicazione avviena da pochi a molti, un modello se non alternativo, almeno parallelo, talvolta antagonista, forse meno ‘professionale’ e più passionale, comunque più libero, diffuso e partecipativo ('orizzontale'), da cui è e sarà sempre più difficile prescindere.

Quindi...? Siamo forse alla vigilia della fine del giornalismo così come l'abbiamo sempre inteso a fronte dell'avanzare di una salutare 'biodiversità informativa'? Il libro di Carotenuto traccia uno scenario realistico e puntuale dello stato dell''arte dell'informazione/comunicazione ai tempi di Internet.

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La domanda (retorica, visto che si conosce la risposta) che è giusto porsi per inquadrare il tema è: senza Internet Barack Obama sarebbe comunque stato eletto presidente degli States?

Gigliola Reboani
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