
Lo Zaist alza la voce. Lo fa in modo discreto ma fermo, attraverso il proprio comitato di quartiere. Un'area da sempre considerata “di secondo grado”, in città, ma che ora reclama più attenzioni. La prima cosa che lamentano i residenti riguarda lo sportello di Banca Intesa San Paolo Imi, che è prossimo alla chiusura. «Con una nota apposta al vetro in entrata della Filiale n. 2 di via Nino Bixio, la direzione avvisa che il prossimo 15 marzo chiuderà, e tutte le competenze saranno trasferite allo sportello di via Dell’Annona» spiega Patrizia della Vedova, portavoce del comitato Associazione volontari Zaist. «Nessuno ha avvisato i correntisti per lettera, e noi ci chiediamo quale sia il motivo di questa scelta. Con più di 20 anni di presenza, la banca è ormai radicata sul territorio, la popolazione residente ha aperto conti correnti, depositi, le attività presenti nel quartiere si appoggiano alla struttura con la cassa continua. Ma soprattutto mi chiedo: gli anziani, i disabili, come faranno a spostarsi fino in via Dell’Annona, che tra l'altro è uno sportello bancario peraltro posto fronte parcheggio stadio, isolato, e per questo poco sicuro. Se la banca non rivedrà le proprie posizioni, i residenti si vedranno costretti, loro malgrado, a cambiare banca». Altro discorso che preme ai cittadini è la presenza di una parafarmacia, aperta da meno di un anno nel quartiere. «E' stato un successo, e tutti abbiamo molto apprezzato l'iniziativa» sottolinea Della Vedova.
«Ora però, dopo questo rodaggio, sarebbe oportuna la trasformazione in farmacia, per una serie di motivi che, secondo noi, non sono da trascurare. Il nostro quartiere conta infatti circa 4.500 persone, e di questi la maggior parte sono anziani e bambini; inoltre l’ubicazione della parafarmacia permette di soddisfare, oltre la popolazione del quartiere, anche i nuovi insediamenti abitativi di via Del Macello fino alle vie Mantova e Pippia, i residenti dei quartieri S. Felice e Maristella. Insomma, una farmacia vera e propria ci servirebbe. Per questo chiediamo al Comune, se oltre i numeri, vi sono concrete possibilità di offrire un valido e necessario servizio alla comunità, di riaprire i termini concorsuali perché la farmacia venga attivata». Infine il quartiere chiede più spazi per il mondo giovanile, come parcheggi per gli scooter e per le biciclette. E si rimarca la pericolosità del nuovo parcheggio in costruzione. «Da circa due settimane è in fase di realizzazione, contemporaneamente alla nuova piazza del quartiere, un parcheggio auto posto sia frontalmente che a fianco della chiesa San Francesco di via Fatebenefratelli » conclude Della Vedova. «Questo ultimo però, se attuato e ultimato come da progetto, risulterà estremamente pericoloso per i tanti che frequentano la zona, in primis i bambini (nel periodo estivo, il Grest ne ospita più di 250, molti dei quali provengono da fuori quartiere), oltre ragazzi, disabili e quanti transitano in bicicletta.
La viabilità che ne risulterà, infatti, non consentono di avere la visuale libera, e chi manovrerà per uscire dal parcheggio rischierà di travolgere qualcuno, in quanto li sono situati l’oratorio e l’imbocco dell’anello verde ciclo-pedonale, oltre l’accesso al parco giochi per bambini e al Parco Asia. Inoltre si parla tanto di giovani, della mancanza di servizi e le possibili opportunità che la città può offrire loro, attualmente però il nuovo insediamento non prevede parcheggi per gli scooters dei tanti ragazzi che, appunto, frequentano l'oratorio». Il comitato chiede quindi un urgente intervento da parte degli assessorati preposti. «Infine chiediamo di sapere chi è il nostro referente in Comune e presso il Comando di Polizia Municipale, cui mandare le copie dei verbali delle nostre riunioni, dove di volta in volta analizziamo le problematiche che emergono dai cittadini e del quartiere. Non avendo finora avuto alcuna indicazione a chi inoltrare quanto sopra descritto, abbiamo il timore che il nostro impegno venga vanificato o non preso nella giusta considerazione da parte dell’Amministrazione Comunale».
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