Manovra finanziaria, ok al taglio delle slot machine e ai provvedimenti anti Gap

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Manovra: questa parola fa pensare a un cambiamento, a volte anche radicale e totale. Chissà se è questo che ha in mente il governo con i provvedimenti in materia finanziaria, che qualche giorno fa hanno avuto l'ok del Parlamento. 

La decisione più importante è probabilmente quella che comporta una riduzione degli apparecchi da gioco. Infatti, entro la fine di quest’anno, si conteranno 345 mila slot machine, ossia il 15% in meno. “Entro aprile 2018 – si legge su GamingReport - le macchinette mangiasoldi verranno ridotte di un ulteriore 19%, fino a toccare quota 265 mila. Sarà inoltre applicata una sanzione di 10 mila euro per ogni slot machine che non sarà rimossa entro i 5 giorni lavorativi successivi al ricevimento della comunicazione da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Aumenta anche il prelievo erariale su slot e Vlt: da 17,5% al 19. Insomma, disposizioni importanti.

Tasse ed entrate per le casse dell'erario: sotto certi punti di vista, questo è ciò che rappresenta il gioco d'azzardo per lo Stato. Ma quanto si spende per il gambling? In Italia la spesa media pro-capite per il gioco nel 2016 è stata di 339,40 euro l'anno. A dirlo è il sito ufficiale dei Monopoli di  Stato, che lo ha comunicato al momento della presentazione del Piano Regionale 2017 contro il Gap, ossia il gioco d'azzardo patologico. Il report fa notare come la spesa pro capite più alta ci sia stata in Lombardia: 420,67 euro. Seguono l'Abruzzo (419,25 euro) e l'Emilia Romagna (393,08. La spesa totale, cioè la differenza tra giocate e vincite, nel 2016 si è attestata a 3,5 miliardi: insomma in terra lombarda il gioco d'azzardo spopola e non poco. Tra l'altro va detto che i dati regionali sono tutti in crescita nel periodo che va dal 2014 al 2016. La spesa è infatti passata dai 3 miliardi di due anni fa ai 3,5 dell’anno conclusasi da 6 mesi, mentre la raccolta (cioè la sommatoria delle puntate annuali) è cresciuta di 717 milioni di euro.

Il gambling è un settore che non conosce davvero crisi. Ormai è diventato un pilastro imprescindibile della new economy internazionale. Il BelPaese è davvero un terreno fertile per questo settore così florido e variegato. Sono passati dieci anni da quando è avvenuta la legalizzazione e davvero tante cose sono cambiate. Non si può non tenere conto dell'avvento del gaming online, ma soprattutto di quello mobile. Applicazioni scaricabili su smartphone, iPhone, tablet e iPad che hanno reso tutto molto più semplice e più rapido. Grazie alla tecnologia il gioco d'azzardo fa ormai parte della quotidianità. A dirlo sono i dati e i numeri. E questi sono inopinabili. Ciò che servirebbe e un vero e proprio riassetto e organizzazione. Enti locali e stato sono alla ricerca di un accordo base da fin troppo tempo. La speranza è che i tempi prima o poi diventino maturi.

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