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La coppia scoppia, ma la crisi evita separazioni e divorzi |

La coppia scoppia. I dati su separazioni e divorzi, a livello nazionale, parlano chiaro: sono sempre più numerose le coppie che finiscono con il chiudere il proprio rapporto, per i motivi più diversi. La tendenza alla rottura è sempre più spiccata, e soprattutto è sempre più frequente la separazione di coppie formatesi da poco: due-tre anni di matrimonio, poi una crisi che non si supera, e qualcosa si rompe. Fanno però riflettere i dati delle separazioni e dei divorzi raffrontati nel corso degli anni: mentre tra la metà del 2007 e la metà del 2008 essi risultano infatti in aumento rispetto all'anno prima, tra metà 2008 e metà 2009 si assiste a un calo verticale sia per le separazioni che per i divorzi. Entrando nel merito dei numeri, emerge che le separazioni consensuali sono passate dal le 259 del periodo 2006/2007 al le 262 del 2007/2008, per poi scendere a 199 nell'ultimo periodo, 2008- 2009. Stesso trend per le giudiziali: dalle 85 del primo periodo, alle 87 del secondo, per scendere di nuovo a 85 nel terzo. Stesso discorso vale per i divorzi: i consensuali sono passati da 180 a 200 per poi scendere a 177. Quelli giudiziali son passati invece da 68 a 52 a 51.
Da che cosa dipende questo cambiamento? Probabilmente è la crisi a fare la parte del leone: licenziamenti, casse integrazioni, prezzi sempre più alti, fanno in modo che anche le separazioni diventino un lusso. Così anche chi vorrebbe separarsi spesso non può permetterselo. I costi per una separazione, infatti, sono sempre molto alti, e spesso difficilmente sostenibili. C'è poi spesso il problema dei figli: al giorno d'oggi ricorre spesso l'affido condiviso, ma la maggior parte delle volte questo aspetto provoca lotte e diverbi tra i coniugi. Ma cosa significa avviare una causa di separazione? «Innanzitutto bisogna distinguere tra la separazione consensuale e quella giudiziale» sottolinea Annalisa Beretta, avvocato cremonese e membro dell'Aiaf (Associazione italiana avvocati di famiglia) di Cremona.
«Nel primo caso i coniugi discutono le modalità di separazione che intendono sottoporre al giudice. E’ prevista la difesa tecnica (assistenza di uno o più avvocati) che è utile sia per contemperare il conflitto, sia per la formalizzazione appunto tecnica avanti il Tribunale. In questo caso il Tribunale omologa la separazione verificando che siano state rispettate le esigenze e la tutela dei minori. La separazione giudiziale viene invece proposta da uno dei due coniugi e quando non è stato possibile addivenire a decisioni condivise. Nella comparizione avanti il Presidente del Tribunale si esperirà un tentativo di conciliazione. In caso di esito negativo, il Presidente prenderà comunque provvedimenti provvisori (autorizzazione a vivere separati, modalità di affidamento dei minori, assegno di mantenimento ecc.). Verrà poi disposta la prosecuzione del giudizio che avrà lo sviluppo di una causa ordinaria sia per tempi che per modalità. Perché al giorno d'oggi ci si separa? L'aumento dei casi di separazione è un trend in continua crescita ed è in correlazione con un diverso modo di intendere il matrimonio. Sicuramente è cambiata la concezione di famiglia, che non è più una struttura finalizzata al mantenimento di uno status quo anche economico e sociale, e questo fa sì che vi sia una maggior propensione a dar peso alle problematiche della coppia e ai sentimenti».
E' l'uomo o la donna a fare questa scelta? «Diciamo che la donna oggi è più determinata, e non sopporta le situazioni di disagio e ipocrisia. L'uomo è invece più propenso a un atteggiamento più conservatore, anche perché comunque gode di più libertà». Parliamo dei costi... «Per quanto riguarda il costo della difesa tecnica, gli avvocati si attengono ai tariffari, ma quello che fa la differenza è il tipo di qualità e quantità dell’attività prestata. E quindi il costo è in relazione al tempo che va dedicato alla vicenda. Il costo vero della separazione è però in termini emotivi per la coppia e di costi economici per la gestione successiva alla separazione. Bisogna tener presente che la separazione comporta la costituzione di due nuclei (due case, utenze ecc.) e ciò può essere di incidenza notevole sulle famiglie a reddito medio-basso».
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